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Archivio per la categoria ‘Cristiani Perseguitati’

Un Guru indiano convertito a Cristo

8 febbraio 2011 Lascia un commento

La morte di un guru

Pastore Evangelico Condannato A Morte Per “Reato D’Opinione”

13 ottobre 2010 4 commenti


Un pastore iraniano evangelico è stato condannato a morte in Iran, per quello che è stato definito un ‘reato d’opinione. Lo rende noto Michael Ireland, primo corrispondente di ‘Assist News Service’.
Anche alcuni membri della sua congregazione sono stati arrestati, e la sua stessa moglie rischia una condanna all’ergastolo. I due hanno due figli. Secondo alcuni blog che seguono il caso, il pastore Youcef Nadarkhani, responsabile di una delle più grandi chiese evangeliche dell’Iran, “è stato condannato a morte lo scorso 2 ottobre per apostasia, dall’11 sezione del tribunale di Assize, nella provincia di Gila. Continua a leggere…

DIRITTI UMANI. Cina, il flagello della tortura

21 luglio 2010 Lascia un commento

2010-07-15 REP. POPOLARE CINESE
Il flagello della tortura
In Cina si ricorre sistematicamente alla tortura per ottenere confessioni o informazioni. Nell’aprile 2009 il governo aveva emanato una serie di provvedimenti in materia di rispetto dei diritti umani che, però, sono stati completamente disattesi e la tortura continua ad essere praticata come prima nei luoghi di detenzione e durante gli interrogatori.
In particolare vengono presi di mira i dissidenti politici, i sindacalisti, i militanti dei diritti umani, coloro che appartengono a gruppi etnici minoritari come i tibetani o professano un credo religioso non riconosciuto dallo stato come i buddisti, i cristiani o i seguaci del Falun Gong.

Yemen: liberate le bambine tedesche rapite nel 2009

26 maggio 2010 1 commento

Forse molti di voi si ricorderanno del gruppo di 9 cristiani stranieri – membri di un’organizzazione umanitaria – rapiti il 12 giugno del 2009 nello Yemen; forse molti di voi avranno pregato per le famiglie delle tre infermiere componenti di quel gruppo (due di nazionalità tedesca e una coreana) ritrovate morte pochi giorni dopo il rapimento; forse spesso vi sarete chiesti quale sia stato il destino degli altri 6 componenti di quel gruppo, ebbene è notizia di questi giorni che le due sorelline tedesche Lydia e la più giovane Anna (il giorno del rapimento avevano quattro e tre anni) sono state liberate e, secondo le poche informazioni trapelate, le loro condizioni sarebbero considerate buone (per quanto possibile in una situazione del genere). Quanto ai loro genitori e al fratellino (oltre che al volontario britannico) sequestrati con loro, non si hanno ancora notizie. Al momento del rapimento nel 2009, gli adulti di questo gruppo lavoravamo in un ospedale a Saada, nello Yemen  del nord, zona di confine con l’Arabia Saudita, dove dal 2004 è in corso una sanguinosa rivolta di un gruppo sciita contro le autorità yemenite, che collaborano anche con le forze saudite per combattere i ribelli, legati a quanto pare ad al Qaeda.

Il Ministero degli Interni yemenita ha fatto sapere che “le forze di sicurezza saudite in collaborazione con lo Yemen sono riuscite a recuperare le due bambine tedesche nella zona di confine tra i due paesi” e che appunto “facevano parte di un gruppo di persone che erano state rapite l’anno scorso da un’organizzazione criminale“. A tale dichiarazione è seguita quella del Ministro degli Affari Esteri tedesco Guido Westerwelle, che ha confermato la liberazione e il relativamente buono stato di salute delle bambine.

Lo Yemen si trova nella settima posizione della WWList, la lista – stilata da Porte Aperte e riconosciuta a livello internazionale – dei paesi dove esiste la persecuzione; l’Islam è la religione di stato, la costituzione prevede una certa libertà religiosa, ma di fatto per i cristiani in questo paese sia il governo che la famiglia di provenienza sono fonti di oppressione. È proibita la conversione dall’Islam a un’altra religione, così come è proibita ogni attività di evangelizzazione di musulmani. Negli ultimi 15 anni sono stati rapiti oltre 200 stranieri nello Yemen.

Vivere la propria fede nel segreto

26 aprile 2010 Lascia un commento

Era domenica mattina nella città di Suq al Khamis, e Ahmed stava considerando l’impensabile. Lo smilzo ragazzino passeggiava su e giù per la sua stanza, cercando di decidere se correre o meno il rischio. Alzò la testa e guardò il poster appeso sopra il suo letto, anche se ne aveva imparato a memoria le parole:
Allah è il nostro obiettivo.
Il Messaggero è la nostra guida.
Il Corano è la nostra legge.
La jihad è la nostra strada.
Morire per Allah è la nostra speranza maggiore
.

Queste parole che avete letto sono le prime del libro Credenti Nascosti, scritto da Fratello Andrea e Al Janssen, un libro che molti di voi hanno letto e che, tradotto in svariate lingue, ha fatto letteralmente il giro del mondo. Ma per Porte Aperte queste parole e questo libro rappresentano molto di più di quanto si possa immaginare. Per tutte le basi di Open Doors International nel mondo, ma soprattutto per tutte le persone che si dedicano con impegno alla causa dei cristiani perseguitati (e quindi anche per tutti voi che seguite la missione pregando, leggendo i nostri libri e le nostre notizie, spedendo offerte od ospitando un nostro collaboratore nella vostra comunità), questo libro rappresenta una sfida di proporzioni immani: soccorrere i fratelli e le sorelle che per il contesto in cui vivono e i rischi che corrono, sono costretti a nascondere la loro fede: li abbiamo battezzati appunto i credenti nascosti. Oggi questa definizione ha varcato ogni confine, in tutto il pianeta questi fratelli vengono identificati come credenti nascosti, persino al di fuori dell’ambito cristiano.Ma sapere che esistono non significa sapere dove sono! Ed è questa una delle grandi sfide di Porte Aperte, cercarli e trovarli, per poi naturalmente aiutarli in tutti i modi possibili. Continua a leggere…

Pakistan, cristiano arso vivo

30 marzo 2010 Lascia un commento

RAWALPINDI (Pakistan) – Un nuovo terribile caso di odio religioso. È morto l’autista cristiano di una ricca famiglia della città pakistana di Rawalpindi che venerdì era stato bruciato vivo da un gruppo di estremisti musulmani per essersi rifiutato di convertirsi all’Islam. Lo riferisce il Pakistan Christian Post, giornale online affiliato a un partito cristiano locale.

Arshad Masih, 38 anni aveva subito ustioni sull’80% del corpo e, secondo i medici dell’ospedale Sacra Famiglia dove era ricoverato, aveva poche probabilità di sopravvivere. Sua moglie, Martha Bibi, aveva inoltre detto di essere stata stuprata da alcuni poliziotti della caserma dove era andata per denunciare il caso. La violenza è avvenuta davanti ai tre figli della coppia che hanno un’età fra 7 e 12 anni. Continua a leggere…

Nigeria: seconda ondata di attacchi

22 marzo 2010 Lascia un commento


Dopo meno di 2 settimane dall’efferata carneficina di Jos, ieri le bande armate di musulmani di etnia Fulani (pastori nomadi, che cercano di insediarsi nella città) hanno scatenato la loro ferocia in una seconda nuova ondata di attacchi contro due villaggi cristiani, uccidendo 13 persone, tra cui una donna incinta e dei bambini. Anche stavolta le bande armate si sono presentate in uniformi paramilitari, ben equipaggiati ed organizzati, e hanno bruciato circa 20 case nei villaggi Byei e Baten, a circa 45 km da Jos, capitale dello Stato di Plateau. Abbiamo deciso di non pubblicare le testimonianze che ci giungono dai superstiti, perché i racconti della barbarie inumana con cui vengono perpetrati questi massacri potrebbe ferire gli animi più sensibili. E’ giusto far sapere che gli estremisti cercavano donne e bambini, ovvero il futuro del popolo, chiaro sintomo di una totale mancanza di pietà ma anche di un progetto ben preciso: pulire il territorio dai cristiani, oltre che dall’etnia corrispondente. Continua a leggere…

Colombia: i guerriglieri intensificano l’offensiva contro le chiese

4 marzo 2010 Lascia un commento

L’offensiva della guerriglia contro le chiese nel dipartimento di Guaviare si è intensificata negli ultimi tempi. Come parte integrante della loro strategia per limitare l’impatto del Vangelo e del suo messaggio di pace, la FARC-EP (Forze Armate Rivoluzionarie della Colombia – Esercito del Popolo, organizzazione guerrigliera comunista in Colombia di ispirazione bolivariana fondata nel 1964) ha emanato una dichiarazione pubblica che proibisce a tutti i pastori di realizzare incontri nelle loro chiese. I comandanti della guerriglia hanno inoltre proibito ogni forma di evangelizzazione e di distribuzione di Bibbie e libri cristiani nei villaggi rurali della zona nord del dipartimento di Guaviare (è uno dei 32 dipartimenti di questa nazione – vere e proprie regioni – ed è posto nell’area centro meridionale della Colombia). Il mese scorso a 10 chiese è stato ordinato di chiudere, mentre ordini simili sono stati dati ad altre comunità durante il 2009 nella parte sud del dipartimento. Continua a leggere…

India: delegati europei finalmente possono visitare le zone degli attacchi

2 febbraio 2010 Lascia un commento

Finalmente dopo ripetuti ed estenuanti tentativi da parte delle delegazioni dell’Unione Europea di far visita a Kandhamal (distretto dello stato indiano di Orissa), le autorità indiane hanno concesso un permesso ai diplomatici europei, a patto che essi non svolgano nessun tipo di attività di indagine sui tragici fatti accaduti in questa zona. Nel 2008 il distretto di Kandhamal (e non solo), infatti, fu teatro di una feroce ondata di attacchi contro i cristiani, un evento che sconvolse il mondo occidentale, demolendo l’immagine pacifica della cosiddetta più grande democrazia del pianeta. Oltre 120 persone assassinate, migliaia di case e centinaia di chiese bruciate o rase al suolo, senza parlare poi degli oltre 50.000 sfollati, scampati alla follia omicida degli estremisti indù rifugiandosi nei boschi, nelle foreste e negli improvvisati campi profughi, un fatto che lo stesso Primo Ministro indiano non esitò a definire “una vergogna nazionale”. Ebbene, le stesse autorità indiane, per mesi e mesi hanno proibito alle varie delegazioni internazionali di far visita ai campi profughi, tanto che solo ora i diplomatici UE ricevono il permesso di andare nello stato di Orissa, a patto che nessuna indagine conoscitiva sia svolta.
Ironicamente nel 2009, il leader del partito indù nazionalista Rashtriya Swayamsevak Sangh (RSS), Mohan Bhagwat, aveva liberamente visitato la zona e organizzato un grande raduno di adepti (per la precisione a Bhubaneswar). Da molti (in particolare dalle vittime), proprio questo leader, Bhagwat, è indicato come una delle menti degli attacchi; inoltre ben 85 membri dello stesso partito nazionalista, sono sotto indagine da parte della polizia con l’accusa di aver preso parte agli attacchi. Continua a leggere…

Pakistan: ergastolo a un cristiano!

27 gennaio 2010 1 commento

La scorsa settimana un giovane negoziante cristiano è stato condannato all’ergastolo e a una multa di oltre 800 euro a seguito di una traballante accusa di profanazione del Corano. Peter Jacob, segretario generale della Pakistan’s National Commission for Justice and Peace, ha detto che il ventiduenne Imran Masih, abitante a Hajvairy nella periferia di Faisalabad, è stato dichiarato colpevole del reato di profanazione del Corano (sezione 295-B del codice penale pakistano) e di conseguenza anche di aver oltraggiato l’Islam (sezione 295-A) dal giudice Raja Ghazanfar Ali Khan. La sentenza si basa esclusivamente sull’accusa di un negoziante rivale (musulmano) il quale, facendo parte di un gruppo di estremisti islamici, avrebbe usato gli altoparlanti della vicina moschea per incitare la gente ad aggredire Masih e a saccheggiare il suo negozio. Hajji Liaquat Abdul Ghafoor, il negoziante rivale, ha accusato pubblicamente Masih di aver strappato delle pagine del Corano e di averle bruciate. Continua a leggere…

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