
L’Italia discrimina Rom e Sinti
di Stefano Stimamiglio
Al nostro Paese si contesta in particolare di non riconoscere i diritti delle minoranze. Alcune testimonianze di chi, anche a livello internazionale, si occupa di queste etnie.
“Difficile anche evangelizzare” denuncia un pastore evangelico.
22/06/2010
«La nostra attività missionaria di annuncio della Parola si svolge tra mille pastoie burocratiche e spesso non ne veniamo fuori», dice con un sospiro Davide Casadio, volto e capelli bruni che, insieme ai suoi tipici tratti somatici, rivela tutta la sua origine rom. Pastore evangelico della Missione Evangelica Zigana (realtà evangelica associata alle Assemblee di Dio in Italia), Davide, che non mostra più di 40 anni, ha passato un’infanzia a traino della comunità di giostrai a cui apparteneva suo padre, prima di trovare l’anima gemella, convolare a nozze e mettere al mondo 5 bambini, due dei quali già padri a loro volta.
«La nostra attività pastorale consiste principalmente nell’avvicinare la nostra gente per predicare la parola di Dio», prosegue l’uomo, che, scoperta la sua vocazione e compiuti gli studi, si è sistemato a Piacenza nella scuola biblica della sua associazione. «Durante i mesi estivi a turno tutti noi, circa 40 pastori, ci muoviamo cercando di raggiungere le zone dove sono concentrate le nostre comunità e piantiamo la “Tenda del Convegno”, un luogo di preghiera e predicazione aperto a tutti, anche ai credenti in altre confessioni o religioni. Un luogo di pace, insomma, come quello che abbiamo organizzato a metà giugno a Mantova, che però purtroppo conosce problemi sempre maggiori: l’autorizzazione per occupare per un certo tempo il suolo pubblico non ci viene infatti concessa con facilità a causa della legislazione vigente, che favorisce solo gli spettacoli viaggianti. Un’attività di questo genere richiede infatti la presenza di tutte le precauzioni per la sicurezza pubblica, come i bagni o la presenza di pompieri. Una circostanza che, se non corretta, riteniamo che configuri una doppia discriminazione, razziale, essendo i Rom e Sinti minoranza non riconosciuta in Italia, e soprattutto religiosa, perchè impedisce di fatto il culto a un’organizzazione come la nostra che, essendo parte delle Assemblee di Dio in Italia riconosciute dallo Stato italiano, avrebbe tutto il diritto di organizzare manifestazioni religiose come queste».
